Storia

1919
Nasce la società Forza e Coraggio Avezzano Football Club

Nel 1919, pochi anni dopo il terremoto della Marsica del 1915 e successivamente alla prima guerra mondiale, venne fondata la società calcistica cittadina Forza e Coraggio Avezzano Football Club.

1930-1940
Seconda divisione

Agli inizi degli anni trenta la formazione marsicana partecipò insieme ad altre realtà calcistiche abruzzesi ad alcuni campionati di Seconda Divisione, all'epoca il massimo livello calcistico regionale, debuttando in una competizione ufficiale nel 1931-32 sotto la guida tecnica di Franco Ottolini che adottò lo schema di gioco della Piramide di Cambridge.

1945-1946
Forza e Coraggio in serie C

L'esordio nel campionato nazionale avvenne nel 1945 allorché la squadra, ridenominata Forza e Coraggio, fu inserita in Serie C, torneo organizzato dalla Lega Nazionale Centro-Sud e in seguito dalla Lega Interregionale Centro in cui militò per tre stagioni. Nella stagione 1945-46, sotto la guida tecnica di Giuseppe Cavanna, già portiere del Napoli e della nazionale campione del mondo nel 1934, i biancoverdi parteciparono al girone umbro-laziale-abruzzese, classificandosi settimi insieme a Civitavecchia e Viterbese. Nel 1946-47 il patron Raffaele Marini conferì la carica di presidente onorario a Ignazio Silone mentre alla guida tecnica venne riconfermato Cavanna che ottenne con una compagine composta da tutti giocatori marsicani l'ottavo posto. A partire dalla stagione 1948-49 il club disputò quattro campionati interregionali in Promozione giocando le gare casalinghe nel ristrutturato stadio dei Marsi, classificandosi secondo dietro alla Fermana e sfiorando la scalata in Serie C nel 1949-50.

1950
Anni '50

Nella stagione successiva fu terzo dietro a Chieti e Pescara, prima di essere retrocesso d'ufficio anche a causa della riforma dei campionati con cui fu istituita la IV Serie. L'anno successivo arrivò una seconda retrocessione dal campionato di Promozione alla Prima Divisione che rischiò di compromettere il futuro societario. Tuttavia il club fu riorganizzato e sotto la guida tecnica dell'ex terzino biancoverde Giovanni Breno e di Bruno Cataldi vinse il campionato 1953-54 davanti all'Audace Tagliacozzo. Contro la Pro Vasto la squadra perse il doppio confronto intergirone valido per il titolo regionale di categoria. Tornata in Promozione, elevato al massimo livello regionale, vi militò per tre stagioni fino al 1956-57, quando diretta da Dante Lacorata e condotta in campo da giocatori d'esperienza come De Nuntiis, Medici, il bomber Orazio Stentella e nella seconda parte del torneo dal centrocampista Alberto Piccinini, si classificò prima e fu ammessa insieme all'Ortona nel campionato nazionale di IV Serie che vide tra i protagonisti biancoverdi l'allenatore Aroldo Collesi e le colonne Bepi e Rolando Appolloni.

1960
Anni '60

Negli anni sessanta la Forza e Coraggio militò stabilmente nel ridenominato torneo di Serie D. Dopo un quinquennio di buoni piazzamenti seguì una flessione di risultati che portò alla retrocessione in Prima Categoria, che in quel periodo rappresentò in alcune regioni, tra cui l'Abruzzo, il massimo livello regionale. La squadra fece registrare la pronta risalita in Serie D nel 1965-66, dopo aver vinto allo stadio Adriatico di Pescara, grazie ad un gol di Manzi, lo spareggio decisivo con la Pro Vasto vincitrice dell'altro girone. Nel 1966-67 i biancoverdi mantennero la categoria in una stagione in cui non vi furono retrocessioni a causa dell'allargamento dei quadri per la stagione successiva nella quale la salvezza arrivò in extremis. Retrocessione e immediata risalita si verificarono anche tra i campionati 1968-69 e 1969-70. Nel torneo regionale infatti l'Avezzano concluse davanti a Celano e Sulmona. I biancoverdi persero lo spareggio intergirone con il Termoli ma vennero ripescati in Serie D a completamento degli organici.

1970
Anni '70

Nel 1970-71 in seguito alle gravi difficoltà economiche un gruppo di facoltosi capuani infatti rilevò la società, portando sulla panchina biancoverde l'ex giocatore del Torino e del Napoli, Juan Carlos Tacchi. La cosiddetta "operazione Vesuvio" si rivelò sin da subito fallimentare, con tecnico e diversi giocatori che rinunciarono al mandato a campionato in corso, tanto che la squadra dismessa e inesperta non poté evitare la retrocessione in Promozione

Al termine della Promozione Abruzzo 1971-1972, durante l'estate del 1972, la Forza e Coraggio si fuse con gli arancioneri dell'A.C. Avezzano dando vita ad un nuovo sodalizio guidato da Toto Di Lorenzo che prese il nome di Football Club Avezzano mantenendo i colori sociali biancoverdi.

Dopo un paio di buoni piazzamenti, nel 1974-75 l'Avezzano di Carlo Facchin si classificò al secondo posto ad un solo punto dal Francavilla con cui diede vita ad un interminabile testa a testa. Agli adriatici fu però revocata la promozione in seguito ad una penalizzazione inflitta per illecito sportivo commesso da alcuni suoi tesserati; i biancoverdi tornarono così in Serie D. L'anno successivo la squadra spinta da elementi di esperienza come Luigi Asnicar, Claudio Cappelli, Giuseppe "Sandro" Cimarra, Francesco Oddo e Ciccio Speranza sfiorò la doppia promozione assestandosi nuovamente al secondo posto alle spalle della Paganese. Il capocannoniere di quella stagione fu il biancoverde Roberto Durazzi. Nel 1976-77 la squadra arrivò quinta nel girone G.

1977-78
F.C. Avezzamo in Serie C2

Nel 1977-78 la FIGC varò una riforma dei campionati con lo sdoppiamento della Serie C in due livelli e la creazione della Serie C2, in cui sarebbero state promosse le prime quattro classificate di ogni girone del massimo torneo dilettantistico. L'Avezzano del presidente Ugo Graziani e del tecnico Piero Grasselli si ritrovò a lottare per la vetta della classifica dove in conclusione si piazzò al terzo posto, dietro ad Almas Roma e Lupa Frascati, garantendosi grazie anche alla difesa meno battuta del girone il ritorno tra i professionisti dopo trent'anni dall'ultima partecipazione. In C2 l'Avezzano alternò buone prestazioni a campionati di bassa classifica riuscendo tuttavia a mantenere la categoria per un lustro. Nella prima stagione il club retrocesse ma venne successivamente ripescato grazie all'esclusione del Gallipoli per inadempienze finanziarie.

1980
Anni '80

Negli anni 1979-80 e 1980-81 il club capeggiato dal duo Mario Spallone e Gennaro Gentile rinforzò la squadra con giocatori di categoria come Antonio Bonaldi, Franco Marescalco e Alessandro Pierleoni. Nel 1981-82 ad una buona partenza seguì un pessimo girone di ritorno, condizionato anche da problemi di natura tecnica e societaria. L'undici biancoverde, nonostante gli attaccanti prolifici, si classificò terzultimo a pari punti con il Venezia, salvandosi solo grazie ai favorevoli scontri diretti con doppia vittoria per 1-0 sui lagunari.

Nel 1982 i marsicani cambiarono nuovamente la ragione sociale in Avezzano Calcio. Ma quella che seguì non fu una stagione felice per i biancoverdi che dopo un disastroso girone di andata, segnato da un triplo avvicendamento alla guida tecnica, culminò nella decisiva sconfitta di Senigallia che rese vano il tentativo di rimonta e inevitabile la retrocessione nel Campionato Interregionale, nuovo format della Serie D.

L'Avezzano nel 1983-84 disputò un campionato anonimo, terminando nella parte medio-bassa della graduatoria, mentre al termine della stagione successiva si classificò ultima con appena sei punti facendo registrare la peggiore prestazione in tutta la sua storia. L'Avezzano fu invece retrocessa in Promozione abruzzese, categoria da cui mancava da un decennio.

La Polisportiva Avezzano fu rifondata grazie al cambio di denominazione sociale della Pro Calcio Avezzano, società che raccolse per un breve periodo l'eredità precedente. Il club del nuovo presidente Nicola Di Lorenzo si risollevò ben presto collezionando un quinto posto nel 1985-86.

1986-1987
Coppa Italia Dilettanti

Nel 1986-87 la squadra, allenata da Bruno Nobili e composta da giocatori di buon livello come Maurizio Coppola e Massimo Ruscitti, risalì nel torneo Interregionale distaccando la seconda classificata Tagliacozzo. La stagione, che segnò l'inizio del decennio d'oro del club biancoverde, rimase negli annali. La squadra conquistò anche il trofeo abruzzese contro la vincente dell'altro girone, il Sulmona di Vincenzo Zucchini, la Coppa Italia di settore e l'ambita Coppa Italia Dilettanti, superando nella finale di Promozione i lombardi del Verbano e battendo nella finalissima di Castel di Sangro il Chieti, dopo un match equilibrato deciso dai gol di Coppola e, negli ultimi secondi dei tempi supplementari, di Maurizio Patanè.

Seguirono quindi quattro anni in Interregionale. Nel 1987-88 dopo un avvio incerto, caratterizzato dal cambio del tecnico e dal trasferimento nel piccolo centro sportivo "Don Orione" del quartiere Cesolino causa lavori di ristrutturazione del Dei Marsi, la formazione inanellò buoni risultati terminando a metà classifica. L'anno successivo rischiò addirittura di non iscriversi per problemi societari, ma alla fine salvò la stagione grazie alla vittoria ottenuta nell'ultimo turno contro l'Alghero allo stadio dei Pini.

Nel 1989-90 la squadra fu rinforzata e terminò il campionato al sesto posto.

1990
Anni '90

Nel campionato 1990-91, tornata a disputare le gare casalinghe nel rinnovato stadio dei Marsi dominò il proprio girone classificandosi al primo posto staccando la Fermana e L'Aquila. Nei previsti spareggi intergirone la squadra guidata da Pino Petrelli affrontò la Colligiana vincendo 2-0 in casa, con doppietta di Cardillo, e pareggiando 1-1 a Colle di Val d'Elsa, con rete di Pellegrini siglata in zona Cesarini. Dopo una stagione memorabile l'Avezzano del giovane presidente Mauro Gentile tornò a distanza di circa otto anni tra i professionisti. Nella classifica dei marcatori svettarono Caretta, Cardillo e Nicoletti; trascinatori biancoverdi furono, tra gli altri, il brasiliano Neivaldo Mozetti, in arte Pita, De Cresce, Pellegrini, Piconi ed Enrico Maniero. Nella stessa stagione la squadra arrivò vicinissima a conquistare la sua seconda Coppa Italia Dilettanti ma fu sconfitta allo stadio dei Marsi nella finale Interregionale dal Savona dopo i calci di rigore.

Gli anni novanta coincisero con l'età d'oro del calcio avezzanese durante i quali il club disputò sei campionati di Serie C2 ed uno di C1. Indossarono la maglia biancoverde, tra gli altri, Giuseppe Pancaro, Christian Manfredini e i portieri Silvio Lafuenti e Patrizio Fimiani.

I primi anni successivi al ritorno in Serie C2 videro un undicesimo posto, raggiunto con una certa tranquillità nella stagione 1991-92, mentre nei due anni successivi l'Avezzano rischiò la retrocessione salvandosi per due anni consecutivi all'ultima giornata: nel 1992-93 in casa con il Pontedera e nel 1993-94 dopo il derby vinto a Vasto con un gol di Andrea Orocini. In questo periodo debuttò tra i professionisti Corrado Giannini, fratello minore di Giuseppe, capitano della Roma. Nel settembre 1993, prima dell'inizio della stagione, i biancoverdi allenati da Giuseppe Di Franco affrontarono in amichevole alla Borghesiana la nazionale di calcio Under 21 di serie B. Gli azzurrini si imposero per 2-1 con la rete biancoverde realizzata da James Walter Wilson, figlio di Pino, storico capitano della Lazio.

Nel 1994-95, la squadra collezionò un sesto posto, mancando alla penultima giornata l'accesso ai play-off a vantaggio della formazione campana dell'Albanova.

La Serie C2 1995-1996 entrò negli annali biancoverdi con la vittoria del campionato arrivata all'ultima trasferta di Teramo in volata su Frosinone e Giulianova. La squadra, allenata di nuovo da Pino Petrelli, vinse la C2 spinta dall'esperienza di giocatori di categoria come Ersilio Cerone, Alessandro Del Grosso, Roberto Di Nicola, Augusto Gabriele, Angelo Pierleoni e dall'entusiasmo di giovani promettenti. Nel 1996-97 l'Avezzano fece quindi il suo esordio in Serie C1, considerato il massimo livello raggiunto dal club biancoverde fino ad allora. La compagine pagò lo scotto dell'inesperienza e indebolita dal mercato di riparazione concluse la stagione all'ultimo posto con l'immediato ritorno in C2.

Tornato nel quarto livello calcistico si posizionò a metà classifica ma, durante l'estate del 1998 con la squadra già in ritiro, il club guidato da Vincenzo Angeloni venne escluso dal torneo per inadempienze finanziarie.

2000
Anni 2000

Il calcio in città ripartì dai tornei regionali grazie allo scambio di titoli tra la Società Sportiva Paterno, club dell'omonima frazione marsicana militante in Prima Categoria, e la Mondial, realtà dilettantistica cittadina. Il sodalizio del presidente Lorenzo Sannito, ridenominato Società Sportiva Paterno-Avezzano, al termine della stagione salì in Promozione in virtù del primo posto in classifica. La vittoria del torneo superiore decretò il ritorno nel campionato di Eccellenza.

Nel 2000 il club guidato da Ennio Panei assunse la denominazione di Nuova Avezzano Calcio.

Dopo una prima stagione anonima, nel 2001-02 si classificò terzo uscendo di scena nei play-off regionali in cui fu superato dal Notaresco. Nel 2002-03, classificatosi nuovamente terzo, vinse i play-off del torneo superando nell'ordine Santegidiese e Renato Curi Angolana. La squadra guidata da Antonio Torti conquistò la promozione in Serie D battendo negli spareggi nazionali prima i sardi dell'Arbus e infine i calabresi del Sambiase, contro i quali fu determinante la gara di ritorno allo stadio dei Marsi vinta, dopo un vero e proprio nubifragio scatenatosi nei minuti finali, con i gol di Luca Baldolini e Luigi Carosella.

Tornata in Serie D nel 2003 la squadra disputò un tranquillo campionato terminando al settimo posto grazie ai gol di Luigi Carosella, capocannoniere tra i biancoverdi anche nel campionato successivo in cui l'Avezzano presieduto da Renata Parisse ottenne una sofferta salvezza, evitando i play-out grazie alla classifica avulsa. Nel 2005-06, dopo un campionato mediocre, fu costretta a disputare gli spareggi salvezza che perse contro i marchigiani del Grottammare. L'Avezzano del neo presidente Francesco Tuzi, ripescato a completamento dei quadri di Serie D, si riscattò nel torneo successivo classificandosi al quarto posto; ammesso ai play-off venne superato dal Real Montecchio.

Nell'estate del 2007 la società rinunciò all'iscrizione in campionato cedendo il titolo al Canistro.

Tra il 2007 ed il 2009 non vi fu nessuna squadra di Avezzano iscritta ai massimi campionati dilettantistici.  L'Associazione Sportiva Pescina Valle del Giovenco, che aveva già programmato una fusione con la società avezzanese, tentò quindi di raccogliere l'eredità del calcio cittadino modificando i colori sociali dal gialloverde originario al biancoverde, riportando la scritta "Città di Avezzano" sulle casacche, inserendo l'emblema del lupo marsicano nello stemma e ottenendo dai vertici calcistici una deroga speciale per disputare le partite interne allo stadio dei Marsi.

L'amministrazione comunale cittadina appoggiò la società emergente nell'acquisizione del titolo avezzanese in vista del cambio di denominazione in FC Avezzano VdG. Il progetto calcistico impossibilitato anche dalle stringenti regole della Lega Pro mantenne l'originaria ragione sociale e la sede legale a Pescina finendo così per riscuotere le antipatie di una buona parte della tifoseria organizzata locale. Il nuovo club in poco tempo guadagnò sul campo la promozione in Lega Pro Prima Divisione ma al termine della stagione 2009-10, culminata con la retrocessione in Lega Pro Seconda Divisione, venne escluso e radiato per inadempienze economiche.

2010
La nuova rifondazione

Nel 2009, contemporaneamente alle vicende del Pescina Valle del Giovenco, venne costituita l'Associazione Sportiva Dilettantistica Avezzano Foce Nuova, una nuova società nata per riportare concretamente un calcio di livello in città. Nel campionato regionale di Prima Categoria 2010-11, sotto la presidenza di Roberto Cotturone e Gianni Paris, il club ottenne l'accesso in Promozione e cambiò denominazione in Avezzano Calcio Associazione Sportiva Dilettantistica.

Nella categoria superiore con Paris come unico presidente e dopo un percorso agonistico altalenante, la squadra venne sconfitta nella finale play-off dalla formazione teramana della Torrese, mentre vinse il campionato 2012-13 raggiungendo con largo anticipo l'Eccellenza. I biancoverdi conquistarono anche il trofeo Mancini superando la vincente dell'altro girone, la Vastese, e la Coppa Italia di Promozione battendo a Sulmona la Virtus Ortona.

Tornata in Eccellenza, nonostante alcuni risultati negativi e il cambio dell'allenatore, si classificò al secondo posto con 77 punti alle spalle del San Nicolò. Superati i play-off regionali l'undici biancoverde venne eliminato nella semifinale nazionale dal San Giovanni Valdarno uscito vincitore dallo stadio dei Marsi dopo il pareggio a reti inviolate in terra toscana. In Coppa Italia i biancoverdi vinsero la fase regionale, battendo nella finale di Scoppito il San Nicolò, mentre furono eliminati nella fase nazionale dal Campobasso.

2015
Vittoria del Campionato di Eccellenza

Durante la stagione successiva a campionato in corso venne chiamato alla guida tecnica Alessandro Lucarelli, allenatore di Avezzano che portò i biancoverdi alla vittoria finale giunta a discapito del Paterno dopo una lunga rincorsa. Pasquale Moro fu il capocannoniere del torneo, mentre Michele Bisegna nell'ultima trasferta di Vasto segnò al 94° il gol che sul filo di lana decise la stagione.

2016-20
Gli anni di Serie D e la retrocessione

L'Avezzano neopromosso in Serie D disputò un campionato altalenante, contrassegnato da un ottimo ruolino casalingo e un rendimento esterno poco proficuo. Classificatasi al decimo posto la società biancoverde riescì a valorizzare il proprio vivaio, in particolare gli attaccanti Alessio Di Massimo e Lorenzo Di Curzio che vennero tesserati rispettivamente dalla Juventus e dal Livorno.

Nella stagione successiva, con l'ex bomber biancoverde Pino Tortora alla guida tecnica, l'Avezzano ottenne l'ottavo posto in classifica centrando una tranquilla salvezza nel girone sardo-laziale.

Nella stagione 2017-18 la squadra, a poche settimane dal debutto, venne affidata a Federico Giampaolo. Tornata nel girone marchigiano-abruzzese, dopo un avvio stentato, riuscì a inanellare una serie di risultati utili consecutivi e a stabilirsi in zona play-off. In particolare nel girone di ritorno, chiuso senza sconfitte, risalì la graduatoria battendo le formazioni più quotate come la vincitrice del girone Vis Pesaro e il Matelica, piazzandosi al terzo posto. I biancoverdi fecero registrare la difesa meno battuta del torneo e conquistarono il gradino più alto nel podio dei capocannonieri, grazie al bomber brasiliano Mateus Ribeiro Dos Santos che firmò il record di ventuno reti. Prolifici marcatori furono anche Federico Cerone, Saverio Pellecchia e il giovane Michael D'Eramo. Allo stadio dei Marsi, di fronte a circa tremila spettatori, la squadra perse la prima gara secca dei play-off contro il Pineto.

Nella stagione successiva il club, partito con grandi ambizioni, stentò a fare punti e rimase subito invischiato nella zona retrocessione, complice anche la penalizzazione di tre punti inflitta a inizio stagione. L'avvocato e imprenditore Gianni Paris a novembre, dopo otto anni di presidenza in cui ha riportato i colori biancoverdi dalla Prima Categoria alla Serie D, cedette la società al giovane imprenditore Luciano D'Alessandro.

Nel mercato invernale la rosa venne stravolta e a febbraio la guida tecnica passò a Gianluca Colavitto che riuscì a evitare la retrocessione diretta portando i biancoverdi dal penultimo al quindicesimo posto in classifica. Ai play-out l'Avezzano conquistò la salvezza battendo in casa i romagnoli del Santarcangelo grazie a una doppietta di Ettore Padovani.

Durante le prime giornate della stagione 2019-20 il club, apparso in difficoltà, torna a essere guidato da Gianni Paris, al suo nono anno di presidenza biancoverde. La squadra, stabilmente relegata nei bassifondi della graduatoria, non si risollevò nonostante gli avvicendamenti alla guida tecnica. Il 20 maggio 2020 a causa della pandemia di COVID-19 la FIGC decise di interrompere definitivamente il campionato a otto gare dal termine. Successivamente su proposta della Lega Nazionale Dilettanti la Federcalcio decretò la retrocessione delle ultime quattro classificate di ogni girone di Serie D. Il club biancoverde, posizionato al terz'ultimo posto della classifica, venne così retrocesso d'ufficio in Eccellenza.

2020
Mini torneo a 7 squadre

Nel successivo torneo regionale la squadra guidata da Erminio Rullo è costretta dopo poche gare a fermarsi a causa del protrarsi della pandemia. Alla ripresa del campionato, disposta dalla federazione l'11 aprile 2021 con la partecipazione su base volontaria di sette società, si registra il ritorno di mister Antonio Torti, già allenatore vincente con i biancoverdi. La squadra, rivoluzionata rispetto all'inizio della stagione, si posiziona al terzo posto del mini torneo dietro al Chieti, promosso in Serie D, e L'Aquila.

2021-2022
Vittoria del Campionato di Eccellenza

La squadra, confermata e rinforzata dal direttore sportivo Luigi Ridolfi, vince il campionato di Eccellenza Abruzzo 2021-2022 attestandosi in vetta alla classifica dopo poche giornate, battendo le principali concorrenti alla vittoria finale, L'Aquila, Giulianova e Lanciano. Capocannoniere assoluto di categoria si conferma con 29 marcature Mateus Ribeiro Dos Santos, tra i protagonisti del ritorno in Serie D insieme ad Alessandro Pendenza, autore di 20 gol.